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Alto Adige, terra di uomini silenziosi e di vini espansivi

Tesa a ridosso delle alte montagne dove Italia e Austria si incontrano e dove le culture si dissolvono l’una nell’altra. I campanili a cipolla fanno capolino tra i vigneti e le foreste, mentre le pallide Dolomiti incastonano il tutto in un panorama mozzafiato punteggiato di castelli e rocche. In questo idillio elegiaco di nevi ed acque di cristallo spesso viene dimenticato un fattore fondamentale: Il sole. Forse non il rimando mentale più immediato, ma la media di giornate soleggiate in Alto Adige è di 300 (!) giorni l´anno. Una manna per la coltivazione della vite.

I vigneti hanno scolpito il territorio e gli uomini, contribuendo a fondere la rigorosità nordica con la gioia di vivere mediterranea. Soprattutto qui a Caldaro, dove il lago suggella il panorama in un´idilliaca cartolina, quasi un´illustrazione dalle fiabe dei fratelli Grimm. Quando in primavera fioriscono i meli, il panorama si tinge di un impalpabile rosa, un esplosione di grazia fluttuante e un estasi olfattiva, quasi una poesia la visione che ci regala Anna, impiegata della Cantina.

I circa 5.300 ettari di superficie vitati dell’Alto Adige rappresentano una delle zone vitivinicole meno estese d’Italia. La qualità invece trascende questa barriera di superficie e annovera il 98 per cento della produzione con classificazione DOC, unico esempio in Italia. Un altro primato è dato dal numero di Tre Bicchieri, punteggio massimo della guida Vini d’Italia - Gambero Rosso, che vede questa piccola zona svettare, in tutti i sensi.

Sono venti le varietà di uve coltivate ad altezza che si collocano tra i 200 e i 1000 metri sul livello del mare. Questa ricchezza varietale è riconducibile alle diverse condizioni climatiche particolarmente indicate per la coltivazione delle vite.