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Lago di Caldaro - Il Luogo

In primis la metafisica di un luogo che non può che trasportarci nell´arcadia dove “Gaia dall´ampio petto è sede sicura degli immortali che tengono le vette dell´Olimpo nevoso”. L´unione e l´armonia tra la severità dei picchi e il lento degradare delle colline moreniche verso la pace del lago è una vertigine riverberante e le acque tranquille del lago riflettono le bellezze che lo circondano.

In secundis la fisica delle proprietà termiche del lago, fattore importantissimo che determina non solo il ciclo del lago stesso ma tutta l´ecologia degli ecosistemi che lo circondano. Ed ecco quindi la varietà, la ricchezza di questa gemma luccicante incastonata tra il verde delle vigne e dei meli.

La ricca terra è di struttura calcareo-argillosa vicino alle rive e calcareo vulcanica allontanandosi verso il paese. I variegati microclimi si rispecchiano nella presenza di oltre 60 vigneti dai nomi storici per un totale di 800 ettari coltivati a vite. Già i Romani (sopra il lago, presso la frazione di Pozzo, passava la più importante strada commerciale romana) apprezzavano i vini coltivati sui declivi affacciati al lago.

I pendii guardano verso sud, sud-est e godono della esposizione diretta ai raggi del sole. La sera dalle cime della Mendola, alte 2.000 metri scende una fresca aria, leggera e profumata di conifere, offrendo balsamo ai filari e ai numerosi arrossati villeggianti di Caldaro. Il calare delle temperature nella fase notturna è essenziale per la conservazione delle acidità e contribuisce a mantenere intatto il carattere primario degli aromi.

Da anni nei terreni attorno al lago crescono anche i meli. ma come ci dice Imma, socia della Cantina e membro del consiglio direttivo: “Il melo, certo, fa l´economia, ma la vite nutre la nostra anima e la nostra passione. La vite non si coltiva, si accudisce, la vigna è un mondo di energia e di vita.”